Come funziona l’Anticipo Fatture

Anticipo fatture

 

Come funziona l’Anticipo Fatture?

Con l’operazione di Anticipo Fattura, si rendono disponibili al momento dell’emissione della fattura, quindi subito, gli incassi che saranno effettuati dalla nostra clientela, al momento della scadenza.
Presuppongono l’esistenza di una linea di credito dedicata, che va richiesta al cessionario del credito, una banca o una società del settore finanziario.
L’azienda cedente, dopo aver emesso la fattura al proprio cliente, “presenta” la fattura al cessionario, la banca, la quale anticipa una percentuale del totale della fattura.

Tale importo, solitamente l’80% – ma anche un % superiore a seconda dell’operatore finanziario, viene accreditato sul conto corrente dell’azienda cedente.

Per la banca tale importo finanziato, è un credito verso l’azienda cedente, viceversa per quest’ultima è un debito verso la banca e sarà registrato nel passivo del suo stato patrimoniale.
Al momento della scadenza indicata, il debitore ceduto, ossia il cliente dell’azienda cedente, provvede al pagamento della fattura: la banca trattiene l’80% anticipato a suo tempo, estinguendo il debito dell’azienda nei suoi confronti.-Esempio –

L’azienda AZI ha una giacenza di c/c pari ad € 100.
Emette la fattura 506 del 31/08/14 alla cliente X, importo € 1.000, scadenza 30/11/2014.
Ipotizziamo ancora che la stessa AZI debba pagare ai propri fornitori € 400, al 15/09/14.
Il 02/09/14 compila l’apposita distinta per la presentazione e la consegna alla Banca: la Banca procede all’ anticipo dell’incasso della fattura.
Per questo l’operazione prende il nome di ” Anticipo Fattura” .
La AZI è il” creditore cedente”, il cliente X indicato sulla fattura è il “debitore ceduto”, la Banca il ” cessionario” del credito.
Lo stesso 02/09/14, la Banca “anticipa” € 800 sul c/c della AZI.
Giunti alla scadenza della fattura, il giorno 07/12/2014, il cliente X effettua un bonifico a favore della AZI di € 1.000.
La banca provvede a trattenere gli € 800 anticipati il 02/09/14 ed estingue il debito della AZI nei suoi confronti.

Flussi finanziari.
Senza operazione di anticipo, la AZI avrebbe dovuto attende almeno 90 giorni per incassare € 1.000, inoltre non avrebbe potuto onorare gli impegni verso i fornitori del 15/09/14.
Con L’operazione di anticipo, la AZI ha subito 800 €, gli altri 200 € al 07/12/2014, rendendo migliore la liquidità.Infatti può onorare totalmente i pagamenti del 15/09/14 per € 400, grazie ad una giacenza di c/c pari a 100+800 =900 €.

Limiti
Quante fatture possono essere cedute con l’anticipo fattura?
Dipende dalla linea di credito concessa dalla Banca.
Una linea deliberata dalla banca per l’erogazione di € 10.000 €, consente all’azienda di presentare tante fatture, fino al raggiungimento di un importo totale pari a 12.500 € ( 12.500 X 80% = 10.000 €)

Costi
Quanto costa l’Anticipo Fattura?
Alla banca è dovuta:

  • la commissione annua per la pratica di delibera della linea (100 / 200 Euro) e di rinnovo (dall’anno successivo).-
  • la commissione annua per la messa a disposizione della linea : all’incirca 0,10% dell’importo erogato
  • gli interessi sugli importi erogati : Euribor 3 m(esi) + spread a partire da 4,5 % ed in funzione del rating * dall’azienda richiedente.
  • la commissione per la presentazione, qualche Euro.

Tenuto conto che ad oggi 06/10/2014, l’Euribor si attesta a 0,08%, gli interessi dipendono dallo spread applicato dalla banca.
Per non esulare dal tema principale, si rimanda ad altri contenuti per gli approfondimenti su questo aspetto.

(*) Rating: è il punteggio calcolato in funzione dei parametri dell’azienda calcolati in base alla normativa europea (Basilea 3).

Durata
Ogni operazione di anticipo, dura dal momento della presentazione alla banca, fino al momento dell’incasso indicato in fattura.
Se una fattura ha scadenza a 90 giorni ed è anticipata lo stesso giorno della sua emissione, durerà 90 giorni, se il cliente pagherà la fattura puntualmente al 90° giorno.
Tornando al nostro esempio a carico della AZI gli interessi calcolati su € 800 per un periodo di 96 giorni, vale a dire dal 02/09, giorno dell’operazione di anticipo, al 07/12 giorno dell’incasso (il cliente ha pagato con 6 gg di ritardo).

Ritardi nell’incasso della fattura.
L’anticipo fattura è un’operazione “pro solvendo”: ciò significa che il cedente, vale a dire la nostra azienda AZI, è garante del pagamento che deve effettuare il terzo obbligato, ossia il suo cliente X, nei confronti della banca.
Allora cosa succede se il cliente X paga in ritardo?
Se il cliente X, quindi il debitore ceduto, ritarda oltre 10 gg lavorativi oltre la scadenza indicata in fattura, la banca proroga la scadenza dell’operazione di anticipo per attendere il pagamento da parte del cliente X dell’azienda cessionaria del credito.
Tale proroga non può superare i 30 giorni contati dalla scadenza della fattura.
Trascorsi i 30 giorni di proroga, la normativa Europea prevede che la fattura non ancora pagata, sia considerato “incaglio”.
Pertanto la banca, per non incorrere nelle sanzioni previste dalla normativa Basilea 3 per le aziende di credito che hanno crediti “incaglio” iscritti bilancio, ” chiude” l’operazione di anticipo senza attendere oltre il pagamento da parte del debitore ceduto, addebitando il c/c del cliente cedente.
E’ chiaro quali siano glia aspetti negativi del ritardo: l’azienda AZI che aveva a suo tempo ricevuto un anticipo, si trova a restituirlo prima che il suo cliente X abbia provveduto al pagamento, peggiorando la propria situazione finanziaria di breve.
Condizioni per una anticipo ” sereno”
Dopo aver letto cosa succede in caso di ritardo da parte dell’debitore ceduto nel far fronte al suo onere, è quasi superfluo scrivere le condizioni per poter effettuare, tranquillamente, operazioni di anticipo fattura.
L’azienda che voglia ricorrere a questo tipo di finanziamento di breve termine, si assicurerà di portare all’anticipo solo fatture emesse a clienti AAA, sigla utilizzata nel settore finanziario per indicare solvibilità massima.
In ogni caso, già in fase di apertura del rapporto per anticipo fatture, è la banca stessa a chiedere i nominativi dei clienti che si intendono cedere e a provvedere in prima persona, ad un controllo in Centrale Rischi *.
Un cenno va rivolto al dimensionamento della linea.
Senza scendere troppo in tecnicismi, la linea di credito utilizzata per l’anticipo fatture è assimilabile ad una bombola di ossigeno. Bisogna fare attenzione alla respirazione, alla gestione della quantità di ossigeno contenuta, ad avere sempre ossigeno a sufficienza per tornare in superficie senza trovarsi ” a debito”.
Allo stesso modo bisogna dimensionare la linea in funzione dei tempi di incasso, della solvibilità dei clienti, della variazione del nostro fatturato, per non trovarsi a lavorare con la linea in prossimità del suo pieno impiego. D’altronde un sotto utilizzo non è consigliabile per evitare proposte di ridimensionamento da parte della banca, la quale deve ottimizzare il rendimento delle linee concesse.

(*) La Centrale dei Rischi (CR) è un sistema informativo sull’indebitamento della clientela verso le banche e le società finanziarie (intermediari) .
Quando ricorrere all’anticipo fattura?
In Banca vi potrebbero dire tutte le volte che si verifica un lag nel cash flow.
Traduzione : tutte le volte che bisogna pagare prima di incassare.

Facoltatività nella cessione dei propri crediti
Operando con lo strumento dell’anticipo fattura, l’azienda non è obbligata a cedere tutte le fatture emesse.
Con una contabilità e quindi con uno scadenziario clienti e fornitori aggiornato, è possibile gestire il ricorso all’anticipo, aumentando o diminuendo le presentazioni a seconda dei casi, e di conseguenza, controllare i costi bancari.
Questo aspetto è una delle differenze principali con il Factoring, strumento di cui si parlerà, caratterizzato dalla cessione massiva dei crediti, ossia dalla cessione del intero flusso di fatturazione nei confronti un determinato cliente: in questo caso non è possibile gestire il costo bancario riducendo le operazioni di presentazione poichè si contravverrebbe un obbligo previsto dal contratto di  factoring.
E’ possibile altresì valutare l’adeguatezza delle linee di smobilizzo.
Vediamo alcuni esempi.
A parità di fatturato in tre anni consecutivi, un risultato economico positivo di 100 ogni anno e invariate condizioni nei tempi di incasso e pagameto, determina una diminuzione progressiva del ricorso alle linee di smobilizzo poiché aumenta la giacenza liquida.
Nel caso l’azienda procedesse a rinnovare le immobilizzazioni ogni anno di un importo pari al risultato economico, cioè pari a 100, l’uso delle linee di smobilizzo rimarrebbe costante. Infatti le nuove risorse sono impiegate per l’acquisto di macchinari e non vengono lasciate sui c/c per essere impiegate nel flusso di incassi e pagamenti.
Sempre lo stesso caso di cui sopra, ma nel caso si verificassero (magicamente) le condizioni per migliorare gli incassi medi di 40 giorni, sarà allora possibile diminuire lo smobilizzo e quindi l’uso delle linee.
Nel caso positivo migliore, ossia incasso all’emissione della fattura, ovviamente non si rende necessaria nessuna operazione di smobilizzo.
Viceversa per un aumento dei tempi di incasso medio ( se si incassa dopo), oppure di una diminuzione dei tempi a noi concessi dai fornitori ( si paga prima).

Per chi fosse interessato ad approfondire, info@paolonestico.it

Paolo Nestico

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Ciao sono Paolo Nestico mi occupo di consulenza alle aziende. Formazione e interazione sono la ricetta per far ripartire il nostro Paese.
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