Come funziona il Factoring, quando ricorrervi

factoring

Questo articolo  contiene gli elementi di base per poter comprendere il funzionamento del Factoring e per rappresentare le differenze con altre operazione di smobilizzo dei crediti.

Nel trattare l’argomento mi sono domandato: – quanti vorranno addormentarsi davanti  all’art. 1260 cc e alla Legge 52/1991 ? Per questo motivo ho cercato di rappresentarne l’operatività nei suoi tratti principali, sorvolando sugli aspetti normativi. Chi fosse interessato a questi , potrà approfondire la Legge 52 del 1991 insieme ad un litro di caffè. Mi riservo di trattare in un secondo tempo l’argomento dei costi del Factoring poichè la sua quantificazione precisa, è molto articolata, e riflette l’operatività del Factor con cui si opera:  non tutti i Factor hanno la medesima operatività.

Perchè potrebbe essere interessante questo articolo tanto da leggerlo interamente?
Perchè quanto ho descritto, ripeto, è operatività pura, assimilata in seguito all’utilizzo quotidiano di questo strumento. Queste spiegazioni pertanto non si trovano ne su testi specifici, che affrontano l’argomento da un punto di vista normativo e non operativo, ne nei prospetti di banche e factor, essenzialmente rivolti a spiegare i rapporti fra le parti, in osservanza della Trasparenza  bancaria ( spazio per le risate ) .

Il factoring  è un negozio giuridico non contemplato nel nostro Codice Civile: è  importato dal sistema anglosassone.

La legge 52 del 1991 non ne istituisce la sua disciplina, bensì
– prevede l’albo delle aziende che praticano la cessione dei crediti,
– regola quegli aspetti  di ordine giuridico legati  a questa attività, che vanno oltre ai dettami dell’articolo 1260 cc. in materia di cessione del credito.
Con il contratto di factoring,  un imprenditore –  detto “cedente” – si impegna a cedere tutti i crediti presenti e futuri provenienti dalla propria attività di impresa ad un altro soggetto professionale – il factor – il quale, in forza di un corrispettivo, assume l’obbligo di provvedere ad una pluralità di servizi quali:
– la gestione dei crediti ceduti,
– la riscossione di tutti o di parte dei crediti che quest’ultimo vanta in relazione alla propria attività,
-la garanzia dell’eventuale inadempimento dei debitori
– il finanziamento dell’imprenditore cedente, sia attraverso la concessione di prestiti, sia attraverso il pagamento anticipato dei crediti ceduti.

Il factor,  è  una banca oppure un’azienda del settore creditizio riconducibile o meno ad una banca o gruppo bancario.
La cessione dei crediti non rappresenta il fine ultimo dell’accordo, ma lo strumento attraverso cui è possibile l’erogazione dei servizi da parte del factor.
La cessione può avvenire in due modi differenti:

  • pro soluto: il factor si assume il rischio di insolvenza dei crediti ceduti ed in caso di inadempimento di questi ultimi non potrà richiedere la restituzione degli anticipi versati al cliente;
  • pro solvendo: lasciando al cliente il rischio dell’eventuale insolvenza dei crediti ceduti.

Il factoring,   nasce nei paesi anglosassoni, come servizio rivolto principalmente alla gestione del credito.
Le esigenze di un imprenditore che ricorra al factoring risiedono nella decisione di delegare all’esterno dell’azienda il lavoro, per altro fondamentale quanto delicato ed articolato, dell’incasso dei crediti.
Ratio: delle incombenze legate all’incasso dei crediti verso la clientela, si incarica una struttura esterna, il factor. Così  facendo, è possibile destinare tempo e risorse alla produzione e non all’amministrazione. Ricordiamo che all’estero gli incassi, da sempre, non avvengono in tempi  biblici, per questo il factor è un fornitore di servizi , e non esclusivamente di servizi  di finanziamento.
In Italia le condizioni di incasso sono peggiori che all’estero.
Questo spiega perché nel nostro paese, il factoring sia  utilizzato essenzialmente come strumento di finanziamento di breve termine e non come azienda cui affidare in outsourcing la gestione dei crediti.

L’iter che si conclude con la firma di un contratto di factoring, è simile a quello per la richiesta di una linea per l’anticipo fattura.

Il factor procede alla valutazione dell’azienda cedente e dei clienti della stessa- i debitori ceduti – i cui crediti saranno  oggetto della cessione.
In questa fase il factor  accerta la solvibilità del debitore ceduto ( il cliente le cui fatture sono oggetto di cessione), quantifica l’ammontare del fatturato nei suoi confronti e dei tempi effettivi di incasso per ognuno di loro.
In genere, durante gli incontri preliminari tra l’azienda e la società di factoring, la prima si presenta al factor, presenta la propria attività, le specificità del settore in cui opera. La storia dell’azienda, i momenti fondamentali per la sua evoluzione. Le prospettive future.  Espone i motivi per i quali si è deciso di ricorrere al factoring.
Entra nei dettagli dei parametri di bilancio, dei volumi di fatturato nei confronti dei clienti, suddividendoli per fasce di fatturato. Comunica quali clienti intende cedere al factor. Queste gli elementi  di base per poter spiegare il funzionamento, per rappresentare l’utilizzo di questo strumento.

Il factor, in funzione dei parametri dell’azienda cedente risultanti da bilanci depositati e bilanci di periodo,
Delibera:
– la linea di credito per un determinato ammontare.
-il  “plafond”  per ognuno dei debitori ceduti.

Quest’ultimo consiste  nell’ammontare massimo di crediti anticipabili  verso un determinato debitore ceduto,
vale a dire l’importo massimo delle fatture anticipabili  per ogni singolo cliente.
E’ chiaro che i clienti che si intende cedere al factor, sono clienti consolidati, verso i quali il flusso di  fatturato è regolare nel corso dell’anno.

Esempio

L’azienda AZI srl richiede una linea di credito al factor  Easyfactoring spa.

AZI decide di cedere le fatture dei  clienti:
–  Capponetti srl, cliente consolidato, alla quale fattura ogni announ importo di  23 iva compresa.
– Profondo rosso spa, cliente consolidato,  alla quale fattura ogni anno 45 iva compresa
– Paradiso spa, cliente consolidato, alla quale fattura ogni anno 100 iva compresa.
Easyfactoring, dopo aver  visionato i bilanci di AZI ed accertato la solvibilità dei debitori ceduti delibera:
– una linea di credito per 100
-un plafond di 20 per la Capponetti srl
-nessun vincolo di plafond per la Paradise spa
-rifiuta come debitore ceduto la Profondo rosso spa.

In base alla delibera, il factor concede una linea di credito all’azienda di 100. Ciò significa che l’azienda può cedere a Easyfactoring crediti per un importo totale pari a 125 iva compresa.
Il plafond per la Caponetti consente di cedere fatture per un totale di 25 iva compresa: poiché in genere la somma finanziata è pari all’80%,  25 x 80% = 20 , importo che coincide con il massimale del plafond, fissato a 20.
Quindi il plafond per la cessione della Caponetti srl, è dimensionato correttamente ed è in linea con le necessità dell’azienda AZI.
La banca non ha posto un massimale al plafond della Paradise spa.
Significa che la Paradise spa è considerata dal sistema un ‘ azienda così  affidabile, che il factor permetterebbe alla AZI di cedere un importo anche superiore al reale fatturato nei confronti della sua cliente,  ovviamente fino al raggiungimento del
etto massimo della linea, che abbiamo visto è fissato a  100.
In senso opposto, la decisione adottata dal factor per la Profondo Rosso spa: pessima posizione riscontrabile in Centrale Rischi. Non accetta nessun credito ove la Profondo Rosso spa sia debitrice.
In breve, la società di factoring, delibera
-la linea di credito per poter smobilizzare i crediti
-il plafond, che può essere inteso come la Linea di credito per singolo debitore ceduto.

Il contratto di factoring, prevede la cessione massiva dei crediti. Ciò significa che tutto il flusso di fatturazione nei confronti di un certo cliente deve essere ceduto al  factor, note di credito comprese e che l’azienda decide di smobilizzare i propri crediti verso clienti ricorrendo al factoring, si impegna a cedere tutte le fatture emesse nei confronti del cliente che avrà deciso di fattorizzare.

Quindi a differenza dell’anticipo fattura, che lascia all’azienda la decisione di quando ricorrere allo smobilizzo, il factoring non consente di gestire la cessione dei crediti, in funzione della situazione finanziaria contingente. Implicazioni: non è possibile controllare i costi finanziari, diminuendo la fattorizzazione nei momenti  di una buona situazione nei conti aziendali, poiché tutte le fatture emesse nei confronti dei clienti fattorizzati, devono essere cedute.
A questo punto cerchiamo di rispondere a due domande:
– perché ricorrere al factoring?
– quando ricorrere al factoring?

PERCHE’  RICORRERE AL FACTORING.

Già, perché ricorrere al factoring, quando è possibile ottenere il medesimo risultato con l’anticipo fattura…
Le ragioni principali  riguardano gli importi delle linee e i tempi di incasso dei crediti. L’anticipo fattura è un’operazione che si effettua presso lo sportello della banca i riferimento. Oppure, se l’azienda supera certi parametri in termini di fatturato – ogni banca ha i suoi – viene seguita, per tutte le operazioni riguardanti smobilizzo, prestiti, finanziamenti etc, dal proprio Centro Imprese.
In ogni caso, una linea di smobilizzo per l’anticipo fatture, richiesta alla banca attraverso l’agenzia o il Centro Imprese, può arrivare al massimo a 500 K Euro.
Oltre questo importo, la banca delega una sua società prodotto, che si occupa di factoring.
Le ragioni, senza entrare nei dettagli, rientrano nelle logiche bancarie della gestione del rischio e della rappresentazione a bilancio dei crediti acquisiti.
Ancora, le operazioni di anticipo fattura hanno una durata che riguarda tempi di incasso standard, vale a dire dai 30 giorni ai 120 giorni.
E’ normale riuscire a lavorare con la banca incassi fino a 150 e in alcuni casi fino a 180 giorni, ma non oltre.
Per incassi  che superano i 180 giorni dall’emissione della fattura, la banca affida l’azienda cliente alla sua società di factoring che lavora scadenze fino ai 365 giorni (e nel caso di cessione di fatture emesse alla Pubblica Amministrazione, anche a… due anni …)

COME CAMBIA LA GESTIONE DELLA LIQUIDITA’ CON IL FACTORING
1 Maggior rigidità  della struttura della gestione finanziaria a causa:
– della riorganizzazione nella cessione dei crediti
– dei limiti rappresentati dal contemporaneo rispetto sia del plafond/cliente che del tetto della linea di credito.
2 Più costosa : il factoring si caratterizza per spese di gestione  più onerose dell’anticipo fatture.
3 Riduzione dello sfasamento temporale nei flussi finanziari
4 Miglioramento della liquidità aziendale .

QUANDO RICORRERE AL FACTORING.
Il factoring è una via obbligata nel caso in cui,  ci si trovi a gestire clienti nei cui confronti gli importi fatturati siano rilevanti.
Oppure clienti ai quali sono state concesse condizioni di pagamento superiori a 180 gg.
Nella maggior parte dei casi, rapporti con la clientela con queste caratteristiche, si ravvisano fra aziende che abbiano rapporti commerciali consolidati.
Non a caso una delle domande – o degli schemi – richiesti dal factor nella fase istruttoria, consiste nella rappresentazione della clientela dell’azienda, suddivisa per classi di fatturato e condizioni di pagamento concesse.

 

Paolo Nestico

Paolo Nestico

Ciao sono Paolo Nestico mi occupo di consulenza alle aziende. Formazione e interazione sono la ricetta per far ripartire il nostro Paese.
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